In questo episodio affronto l'errata convinzione diffusa secondo cui l'apostolo Paolo, precedentemente Saulo, fosse personalmente responsabile dell'uccisione di cristiani prima del suo incontro sulla via di Damasco. Nell'immaginario collettivo cristiano, Paolo era il "persecutore e assassino" dei cristiani prima del suo drammatico incontro con Gesù risorto. Sebbene Paolo abbia effettivamente perseguitato ferocemente la Chiesa, non esiste alcuna prova nel Nuovo Testamento che un credente sia morto per mano sua. Analizzo tutti i testi del Nuovo Testamento che trattano l'atteggiamento di Paolo nei confronti dei credenti prima di Damasco. Negli Atti degli Apostoli, egli approva l'uccisione di Stefano, lega e imprigiona i cristiani e arriva persino a minacciarli di morte, ma non viene mai descritto come colui che compie l'atto in prima persona. Il sistema provinciale romano lasciava la pena capitale, nota come "imperium", nelle mani dei governanti romani, e i linciaggi extragiudiziali come quello di Stefano erano pericolosi per i leader politici locali perché potevano attirare l'ira di Roma. Paolo era troppo astuto per cadere in questa trappola. Paolo si definisce un fervente difensore del giudaismo in Galati 1 e Filippesi 3, e in questo episodio esploro le tradizioni di "zelo" e "giudaismo" come disponibilità a ricorrere alla violenza per difendere le tradizioni ancestrali di Israele, dimostrando che, sebbene Paolo rientrasse in questo quadro, ciò non lo portò a uccidere direttamente dei credenti davanti a Damasco. Spero che questo episodio contribuisca a sfatare un mito diffuso su Paolo e a fare chiarezza sulla sua figura.
Risorse addizionali
Biografia di Paul con intervista a Frank Thielman: https://libertarianchristians.com/episode/ep-202-paul-apostle-of-grace-with-frank-thielman/





